Tiziano Calcari
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27 Settembre 2019

“La Solitudine dell’Angelo”

“La Solitudine dell’Angelo”

“Senza la solitudine nessun serio lavoro è possibile”. Con questo aforisma, attribuito a Picasso, attacca il contributo scritto di Rosario Sprovieri al catalogo de “La Solitudine dell’Angelo”. La mostra a cura di Giammarco Puntelli parte dallo studio di grandi artisti del passato come Van Gogh, Munch, Rembrandt, Monet e lo stesso Picasso che fecero della solitudine, o meglio da un profondo dialogo interiore, la forza espressiva immortale ed eterna che dialoga attraverso il tempo e lo spazio. Si annida in questa dimora solitaria il germe della creatività; ed è solo in questi attimi di eternità e nella propria concentrazione spirituale che affiorano visioni e luoghi inimmaginabili e sconosciuti. Il tempo dell’eremita è necessario all’estasi laica dei creatori di storie e di narrazioni preziose e spettacolari, questa specie di ascetismo sta alla base di ogni “paesaggio svelato”, è l’intimo raccoglimento e la contemplazione spirituale dell’individuo in ritiro solitario innanzi all’universo inesplicabile che fa affiorare i tesori della propria mente. Come nell’odissea di Kubrik un artista è chiamato ad un lungo viaggio interiore per diventare un “Oltreuomo” Nietzscheano, un angelo, ponte tra l’uomo e un qualcosa di superiore. “L’opera di​ Tiziano Calcari, nel ciclo preparato per La solitudine dell’Angelo, presenta la forza straordinaria di un artista che​ tecnicamente conosce eleganza e colori, con una disposizione degli​ elementi nell’opera nuova e di ricerca. Fra i​ suoi grigi e le atmosfere di una metafisica reinventata tutta la solitudine cantata da poeti e scrittori, da Leopardi a Rimbaud. Un’opera come questa è degna di studio.” -GP-

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