Tiziano Calcari
Contemporary art

Critiche



Giovanni Galli

La passione istintiva per l’arte e il bisogno di esprimerla si manifesta in Tiziano Calcari  in giovane età . L’incontro con altri pittori, anch’essi spinti dallo stesso entusiasmo e dalla loro esperienza, danno un supporto importante nella definizione   delle sue capacità e nell’affinamento di doti innate.   Dopo le prime prove caratterizzate dall’aderenza totale al dato naturale e ad una riproduzione eminentemente mimetica della realtà  (soprattutto dei paesaggi e degli scorci architettonici   dei paesi che frequenta assiduamente ), Calcari  ha insistito con grande determinazione nella ricerca e nella messa a punto di una buona padronanza tecnica e nell’uso dei colori, da un lato, e di uno stile personale volto a una rappresentazione più emozionale e intimista della realtà. Osservando i suoi lavori in senso cronologico si possono facilmente individuare tutti i passaggi tentativi con i ripensamenti che caratterizzano solitamente chi è mosso da una forte carica fantasiosa ed emotiva e sente l’esigenza di scoprire quale sia la via migliore per darle espressione. Una ricerca intrapresa dai primi anni Novanta, che prosegue ancora oggi, e che si caratterizza per un’alternanza di tecniche e di stili (dal disegno, all’acquarello, alla tempera, all’olio, alle tecniche miste),dove si osservano spinte a un uso spregiudicato del colore, con toni accesi e fortemente contrastati, seguite da fasi da un morbido cromatismo, in qui assumono primaria importanza la trasparenza e la delicatezza dei pastelli. Inoltre l’opera di Calcari palesa la sperimentazione di diversi generi che prendono spunto dall’esempio dei sommi maestri del passato: in particolare della tradizione paesaggistica lombarda, per spingersi fino ad alcuni esperimenti matrici, che rivolgono lo sguardo all’Arte povera e concettuale . Soffermandoci sulle opere più recenti, ci sembra di  intuire che la ricerca abbia finalmente raggiunto un momento di passaggio fondamentale. Negli ultimi tempi, infatti, Calcari pare aver individuato un terreno particolarmente fertile su cui concentrare il proprio sforzo: la figura umana trasformata da una deformazione espressionistica che la allunga, la muove, la scompone, diviene protagonista sulla scena del teatro emozionale del dipinto, le cui quinte sono elementi tratti dal paesaggio e descritti con velocità del gesto prima grafico e poi pittorico, attraverso un lirico assemblaggio di forme e colori. Accanto quindi all’amore per la pittura en plein air, di paesaggio, dove Calcari si produce in validi esiti di restituzione del dato atmosferico, accanto ai ritratti in qui si osserva lo sforzo insistito di una resa anche psicologica del soggetto.  Si nota in tutte le opere l’intensità di una ricerca espressionistica, che emerge, meritevole di essere continuata.

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