Tiziano Calcari
Contemporary art

Critiche



Giammarco Puntelli: Infinity


L'uomo


2017

Infinity: L’Uomo

Avere il dono della sintesi e utilizzarlo per descrivere l’infinito che è presente in un soggetto determinato dall’incrocio tra spazio e tempo.

Tiziano Calcari è pittore di memorie, di sentimenti, di testimonianze, di percezione della storia legate alla consapevolezza del presente.

È l’artista di grigi, vissuti come variazioni di colori e luci in un’opera che diventa teatro dello spirito e verifica della coscienza.

All’interno di un viaggio nella pittura, nel quale l’artista riesce a scavare negli infiniti silenzi di una memoria non lontana da fiducia e positiva propensione, anche personale, di Tiziano stesso, si va verso il cambiamento e verso il saper vedere nel genere umano il passo successivo possibile.

Scopriamo e incontriamo di nuovo un maestro di manifestazioni eleganti e significative, nel quale ogni colore prende forza nel contesto di un’attesa metafisica e di un momento surreale e sospeso in quell’universo parallelo che sa raccontare la parte migliore dell’uomo.

La capacità di sintesi in “L’Uomo” è di rara efficacia e di esclusiva forza, raccontando nelle immagini, e soprattutto nella variazione dei grigi e nella comparsa del colore come il titolo di un racconto che inizia, tutto il passato e il futuro di una presenza sulla terra che è comunione di corpo e spirito, di sangue ed energia.

All’interno di quell’area, che punta verso il baricentro dell’opera, di un Calcari che a volte rende doppia la presenza figurativa, e dunque i focus della sua produzione, ritroviamo concentrato il sentimento dell’amore, della continuità, del superamento di ostacoli e pieghe della vita con la nascita e il palpito della vita stessa.

La delicata stesura del maestro ci fa intuire come la visione illuminata di un tramonto che è nuova alba, una continuità dinamica come garanzia di un’evoluzione che supera limiti precedenti per spalancare cancelli successivi.

Interessante è osservare la capacità informale che si unisce a una figurazione disegnata nel rispetto di un colore che è ambiente e significato.

La trasformazione è implicita nell’opera stessa, quella trasformazione che è evoluzione, sui cambi di tono e sull’aggiunta del colore, sul raccoglimento figurativo che incontriamo e osserviamo, percependone tutta la profondità tematica.

La percepiamo quando ci avviciniamo, a passi lenti e calibrati, incontro all’uomo che è nato, che nasce e che rinascerà.

Fra i colori e la forma nasce così il soggetto che diventa continuità infinita e ritorno per un’umanità che può cambiare regole e costumi ma non cambia le fondamenta d’amore che uniscono chimica e sentimento, colore e segno, forma e significato.

Tiziano Calcari, in un ciclo dedicato al tema di Infinity, riporta quanto le leggi della chimica e della biologia conservino regole che possono fare a meno dell’invisibile nomenclatura dell’amore, in una strana unione fra terra e cielo, che fa dell’uomo l’essere consapevole che i limiti sono fatti per essere superati.

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