Tiziano Calcari
Contemporary art

Critiche



Giammarco Puntelli


2016

Il vortice dell’essere, quando diventa spietato, non lascia spazio a ricordi e sentimenti che rendono l’orizzonte dell’uomo un continuo alterarsi di emozioni.
L a pittura sofisticata, a tratti poetica, con sospensioni metafisiche, di Tiziano Calcari, si confronta con il tema del labirinto. Nell’ opera labirinto dell’anima il maestro tralascia le sue certe simmetrie e coordinate di quello spazio-tempo della creatività che ha reso le sue rappresentazioni quel teatro della memoria confortevole e a volte denso di un’elegante nostalgia. Ha lasciato quelle certezze tecniche per andare nella profondità in cerca di un’ombra d’accogliere, scendendo nell’inferno con i propri Virgilio e Beatrice percorrendo l’abisso senza perdere la sua matrice tecnica e il contenuto di una ricerca che reca un’identità definita, riconosciuta, forte nei contenuti e nei sentimenti.
Ha il coraggio di cambiare il baricentro dell’opera d’arte e, come è evidente nell’opera commentata, non ha paura di frammentare la sua realtà in un loop senza ritorno, nel quale occorre imparare a vivere in un equilibrato disequilibrio emozionale, dove le certezze diventano presenze capaci anch’esse di un’altalena stilistica che si trasforma in oscillazione dell’anima.
Nella sua opera c’è la presenza assoluta di figure femminili che accompagnano da sempre l’uomo, nella veste di madre e di compagna di vita, nel senso profondo di una convivenza che non è solo fisica ma è elemento morale di una costanza etica che diventa coordinata e orizzonte dell’essere, in una sospensione che confonde il piano della realtà con quello della ricerca di un’identità che necessità della vicinanza di tale situazioni per esprimere il compimento della vita.
Se tali presenze sono sulla scena di opere destinate alla riflessione di un’esistenza vissuta quotidianamente, a maggior ragione diventano essenziali e necessarie nella presa di coscienza pittorica del loop nevrotico del labirinto. Ecco che l’immergersi nell’inferno delle azioni mentali e dei cammini spirituali diventa motivo di smarrimento, mitigato dal baricentro della certezza filosofica della vicinanza di queste presenze come in una maieutica della coscienza di un’ombra costante del proprio essere al mondo, che va colta per avere un’identità allineata ed equilibrata nell’aspetto sociale della vita. La comunicazione pittorica di Tiziano Calcari, nell’eleganza formale e nella teatralità di espressione che lo contraddistingue, si approfondisce nei deserti dell’anima che fanno comprendere che l’uscita dal labirinto, necessario per definire la propria identità, può avvenire se accompagnata dal sentimento, dal conforto e dall’amore di presenze reali o virtuali nella propria anima e coscienza.
GP
Dalla collana LE SCELTE DI PUNTELLI
“Il labirinto dell’ipnotista”

 

"Il Labirinto dell'Anima" 90x80, oil on canvas, 2016

“Il Labirinto dell’Anima” 90×80, oil on canvas, 2016

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