Tiziano Calcari
Contemporary art

Critiche



Claudio Lepri


Il viaggio nel sogno


2013

Le composizioni materiche del maestro Tiziano Calcari sono strutturate in creazioni che denotano grande qualità compositiva in un mondo che appartiene ad una realtà sognante in cui gli scarni ma efficienti cromatismi rendono atmosfere  in simbiosi con l’anima dell’artista.

Dalle brume di paesi lombardi il rosso squarcia le tenebre che avvolgono e attanaglino il nord, descritto in cromie fosche e malinconiche, dove è assoluto il dominio del bianco e del grigio.

Nasce da questi contrasti il fascino delle opere di Tiziano Calcari, assoluto padrone d’immagini  che traggono origine dal sogno, e si manifestano in tutta la potenza espressiva di chi questo sogno l’ha vissuto e ci ha reso partecipi di una raffigurazione  incomparabile.

Il vero artista è colui che si distacca dai canoni, che costruisce con la ricerca ciò che il subconscio ha elaborato nel percorso e il connubio tra le due componenti è sintesi di espressioni che Tiziano Calcari ha descritto sulla tela con mirabili affabulazioni.

L’analisi prettamente evidente sottolinea che l’artista ha inteso realizzare una sintesi di tre concetti di cui due ben definibili e non sempre abbinati: le abitazioni rurali montane e la presenza femminile sovente stilizzata in un immagine che la pone da un lato al centro dell’universo, ma al tempo stesso  distaccata da ciò che all’universo appartiene, poiché emblematica, al di fuori di una collocazione di appartenenza al tempo, come se fosse protagonista di quel  sogno che l’atmosfera circostante ha creato tant’è che lo sguardo è perso nel vuoto e sembra manifestare visioni di un mondo sconosciuto.

Il terzo concetto è la nostalgia, rievocata dal paesaggio invernale che vorrebbe porre, assieme allo sguardo perduto della figura femminile, il concetto dell’incomunicabilità.

È una freddezza salvifica quella che ci propone Tiziano Calcari, ovvero osservare il mondo con la razionalità di chi ha vissuto tutte le esperienze e ne ha elaborato un percorso che non indica la via del riscatto, ma lascia al fruitore sensibile tutte le possibilità per percorrerla.

La corretta analisi per comprendere e scrutare l’intimità dell’immagine, trovare gli elementi del riscatto, gustare gli aspetti malinconici per traslarli in concetti che fermano la memoria del tempo, poiché le opere di Tiziano Calcari appartengono a quella sfera emozionale del “senza tempo” e “senza età”, ovvero sfuggono a regole ben precise di collocazione storica.

Da un punto di vista strettamente critico sarebbe quasi superfluo sottolineare  la magnifica dimensione prospettica, un gioco di luci e ombre che sa essere delineato dalle cromie e dal tratto, quasi come visione miracolistica, in un insieme che appartiene a chi scrive la storia dell’arte a caratteri cubitali.

Grazie Tiziano Calcari, maestro del sogno e del viaggio di una vita che non finisce mai, immortalata da espressioni artistiche che nella segnica e nella cromia hanno la timbrica inconfondibile del grande maestro.

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